L’Astragalo è una pianta erbacea perenne, appartenente alla Famiglia delle Leguminosae (o Fabaceae) ed originaria dell’Asia orientale. Le sue radici, che contengono diversi composti chimici, quali alcaloidi, polisaccaridi, glicosidi, flavonoidi, amminoacidi, saponine, oligoelementi, con caratteristiche sia medicinali che nutrizionali [1], e sono state comunemente usate nella Medicina Tradizionale Cinese per più di 2000 anni oltre che per le proprietà adattogene, anche per curare molte malattie, compresa l’indigestione [2].
Solo due delle oltre 2.000 specie di Astragalo, il membranaceus ed il mongholicus, vengono utilizzate in medicina.
Attualmente, i risultati di numerosi lavori condotti sull’Astragalo negli ultimi anni ne hanno evidenziato il potenziale di utilizzo in svariati ambiti terapeutici. In generale, la sua maggiore proprietà è quella di prevenire e proteggere le cellule da morte cellulare e da altri elementi dannosi, come i radicali liberi e l’ossidazione.
Citiamo qui alcune delle innumerevoli proprietà dell’Astragalo:
• attività antinfiammatoria: grazie al contenuto in saponine e polisaccaridi, è in grado di ridurre la risposta infiammatoria in relazione a diverse malattie e condizioni, dall’aiutare a guarire ferite e lesioni al ridurre l’infiammazione nella nefropatia diabetica. Inoltre, l’Astragalo stimola i geni dell’infiammazione, portando a una ridotta espressione di iNOS, COX-1, COX-2, IL-6, IL-1β e TNF-α. Stimola la MKP-1 (proteinchinasi fosfatasi attivata da mitogeni), che porta all’inattivazione di p38 e ERK 1/2 e, in definitiva, alla riduzione dell’infiammazione. Se sovraregolate, p38 ed ERK aumentano l’espressione di citochine proinfiammatorie come IL-6, IL-8 e COX-2. Infine, l’Astragalo interferisce con la traslocazione del complesso NF-κB al nucleo, attraverso regolazione allosterica, e inibisce la trascrizione mediata da NF-κB che può altrimenti promuovere l’infiammazione. Queste azioni, che rendono ragione dell’attività antinfiammatoria dell’Astragalo, sono basate su un percorso epigenetico indiretto che può interferire con altre vie di segnalazione cellulare.
• attività immunomodulante: ha dimostrato attività di regolazione delle cellule T helper 1 e 2, modulando la risposta dell’organismo;
• protezione cardiovascolare: grazie al contenuto in flavonoidi antiossidanti che aiutano a prevenire l’accumulo di placca nelle arterie e il restringimento delle pareti dei vasi proteggendone la parete interna. Altri studi dimostrano la capacità dell’Astragalo di ridurre la pressione sanguigna e il livello di trigliceridi e di regolare l’omeostasi del calcio nel cuore;
• attività antiaging: il cicloastrogenolo, uno dei principi attivi dell’Astragalus membranaceus, si è dimostrato capace di regolare i livelli di attività della telomerasi negli esseri umani, portando ad una significativa riduzione della percentuale di cellule con telomeri accorciati.
Quest’ultimo aspetto risulta di particolare interesse dal momento che è stata dimostrata, in modelli animali, una relazione tra la lunghezza dei telomeri e la gravità delle malattie.